Cinema espanso e arte. L'occhio dinamico e il cinema sperimentale.
A PalaCinema Locarno tre serate tra cinema, arte e l'esperienza della percezione.
La rassegna
Che cosa vediamo davvero quando osserviamo un’immagine? In che modo le immagini influenzano la nostra percezione della realtà? E come ciò che viene mostrato, o lasciato fuori campo, contribuisce a costruire una narrazione?
Sono alcuni degli interrogativi al centro della rassegna «Cinema espanso e arte. L’occhio dinamico e il cinema sperimentale», proposta da PalaCinema Locarno in collaborazione con Marco Franciolli e Marco Poloni. Tre serate, in programma il 4, 18 e 25 novembre, che attraversano il cinema sperimentale, le arti visive moderne e contemporanee e il linguaggio cinematografico, invitando il pubblico a riflettere sui meccanismi della percezione visiva e uditiva e della rappresentazione del reale.
La rassegna nasce in dialogo con l’esposizione «L’occhio dinamico. Traiettorie della percezione», in programma al Museo Casa Rusca di Locarno fino al 10 gennaio 2027. Curata da Marco Franciolli, l’esposizione riunisce circa sessanta opere storiche e contemporanee di artiste e artisti svizzeri e internazionali, esplorando il rapporto tra percezione, movimento, illusione ottica e costruzione dell’immagine.
Il percorso espositivo mette in discussione l’idea che vedere sia un atto neutro, invitando il pubblico a interrogarsi su ciò che osserva e su come le immagini influenzino la nostra interpretazione della realtà. Un tema particolarmente attuale in un’epoca in cui algoritmi e tecnologie digitali contribuiscono sempre più a selezionare, filtrare e orientare ciò che vediamo.
Una riflessione che trova nel cinema, e in particolare nelle sue forme sperimentali, un terreno particolarmente fertile, dove movimento, tempo, suono e montaggio contribuiscono a dare forma alla nostra percezione della realtà.
Tre appuntamenti tra sperimentazione e sguardo critico
Mercoledì 4 novembre 2026, ore 20:15 – Trame percettive e cinema sperimentale
Introduzione di Marco Franciolli, curatore della mostra «L’occhio dinamico. Traiettorie della percezione» a Casa Rusca.
Un percorso attraverso il cinema d’avanguardia e sperimentale, con sei cortometraggi realizzati tra il 1921 e il 2003:
«Rhythmus 21» (1921), Hans Richter, 3'
«Ballet mécanique» (1924), Fernand Léger, 19'
«Meshes of the Afternoon» (1943), Maya Deren, 14'
«Lapis» (1966), James Whitney, 9'
«T,O,U,C,H,I,N,G,» (1968), Paul Sharits, 12'
«Light is Calling» (2003), Bill Morrison, 8'
Mercoledì 18 novembre 2026, ore 18:00 – Zone liminali e l’occhio che ascolta
Introduzione di Marco Poloni, direttore del Conservatorio Internazionale di Scienze Audiovisive (CISA) di Locarno.
«The Zone of Interest» (2023), Jonathan Glazer, 105', VO it. UT
Un’opera sconvolgente, che si serve del rapporto tra immagine e suono per illustrare meccanismi di complicità e negazione. Ambientato in un’elegante villa adiacente al campo di sterminio di Auschwitz, il film costruisce una narrazione in cui ciò che rimane fuori campo assume un ruolo centrale. Attraverso il contrasto tra ciò che le immagini mostrano e ciò che il suono suggerisce, Glazer interroga i limiti della percezione e della rappresentazione.
Mercoledì 25 novembre 2026, ore 18:00 – L’insurrezione e lo sguardo critico
Introduzione di Marco Poloni, direttore del CISA.
«Una Cuba mediterranea» (2018 / 2016), Marco Poloni, 72', VO it.
«I Only Wish That I Could Weep» (2000; 1997–2002), Walid Raad / The Atlas Group (attribuito a Operator #17), 7' 36", senza sonoro
«Una Cuba mediterranea» è un film-saggio che prende spunto dal tentativo di Giangiacomo Feltrinelli di trasformare la Sardegna in una «Cuba mediterranea». Attraverso un viaggio in luoghi storicamente significativi dell’isola, Marco Poloni esplora il rapporto tra utopia rivoluzionaria, identità e territorio, sviluppando una riflessione antropologica sulla servitù economica, sull’autonomismo sardo e sulla condizione insulare della Sardegna e del «Sud» in generale.
«I Only Wish That I Could Weep» è un’opera dell’artista libanese Walid Raad, realizzata nell’ambito di The Atlas Group, progetto che esplora la storia e la memoria del Libano attraverso un archivio di documenti reali e immaginari. Il video presenta filmati attribuiti a un immaginario agente dei servizi segreti libanesi che, incaricato di sorvegliare il lungomare di Beirut, sceglie di riprendere i tramonti anziché i propri obiettivi. Un’opera che mette in discussione l’autenticità delle immagini e il loro valore di testimonianza.
Due lavori che, attraverso linguaggi differenti, interrogano il rapporto tra immagini, memoria e costruzione della storia, sfumando i confini tra documento, finzione e realtà.
Con questa iniziativa, PalaCinema Locarno rafforza il dialogo tra cinema e arti visive, offrendo al pubblico nuove occasioni di scoperta e approfondimento. Un percorso che estende idealmente l’esperienza della mostra «L’occhio dinamico. Traiettorie della percezione» oltre gli spazi museali, invitando a guardare le immagini con occhi diversi.
Il progetto è frutto di una collaborazione tra PalaCinema Locarno e Museo Casa Rusca.
La mostra
«L’occhio dinamico. Traiettorie della percezione»
Museo Casa Rusca, Locarno
6 agosto 2026 – 10 gennaio 2027
Quando
Mercoledì 4 novembre 2026 · 20:15
Mercoledì 18 novembre 2026 · 18:00
Mercoledì 25 novembre 2026 · 18:00